A distanza di un solo giorno è difficile riportare le emozioni provate da giovedì alle 14 quando io e l'angelo moro abbiamo preso il treno a Feltre fino a stanotte alle 4 quando ho appoggiato la testa sul cuscino a fine festeggiamenti..L'albergo era bellissimo, esattamente tra il Ponte di Rialto e Piazza San Marco, a duecento metri dalla Corte d'Appello... o meglio, era bellissima la camera.. tappezzeria che pareva principesca, letto col baldacchino, specchio antico, divanetto avanti la finestra da cui ci si affacciava e si vedeva solo il canale con le gondoline che passavano sotto... ovviamente non mi sono gustata nulla, l'importante è risultato essere solo il letto, grande.. in modo che tutti i libri, i codici e gli schemi potessero essere ben riposti in attesa di essere uno ad uno visionati..
Piazza San Marco di notte, meravigliosa, però.. però i libri aspettavano e così eccomi seduta sul letto, ora dopo ora, a ripetere quell'ecclesiastico che non riuscivo a digerire, a finire di studiare quella Convenzione di Roma di internazionale che non si sa mai che mi chiedano proprio quella.. e mentre l'angelo moro dormiva nonostante le tre luci accese, eccomi a mezzanotte a riaprire civile, perchè quell'ipoteca proprio non me la ricordavo e poi penale, quelle sanzioni studiate solo l'ultima settimana... poi un braccio che mi attira a sè, sono le due, è ora di riposare almeno un po'... e la sveglia alle 7:30 dopo aver dormito pochissimo nonostante le gocce.. e di nuovo lui che mi stringe, la calma e la tranquillità che sa infondermi, che potrà anche andare male l'esame.. ma c'è lui lì con me, niente paura..
Cornetto e thè alla vaniglia per colazione e poi di nuovo su quel letto a scorrere una ad una tutte le pagine di penale, perchè quella materia tanto amata all'università, in questi 4 mesi proprio non andava giù..
Ed eccomi pronta, perfetta, sulla soglia per uscire... ore 10:45 arrivo in Corte d'Appello.. il mio amico Roberto è dentro, la terza commissione sta interrogando.. io sono la quinta, l'ultima della mattina..
Roberto non ce la fa. E se non ce l'ha fatta lui che procedura l'aveva studiata così bene!!
Intorno a quel tavolo, fuori dall'aula udienze, l'aria è irrespirabile.. l'angelo moro sempre presente cerca di farmi ripetere procedura.. niente.. il vuoto..
La terza non si presenta, divento la quarta.. e tocca a me...
Un tempo che pareva interminabile.. e poi in un attimo, toccava già a me.. entrare in quella stanza, cinque commissari dall'alto del loro trono che mi aspettano... "si accomodi pure.."
Per fortuna c'è il Presidente, col suo sorriso rassicurante, quasi paterno... mi siedo.. e sono tranquilla.. tranquilla perchè sono rassegnata, sto per fare una figura di m... ma poi sarà finita, almeno per un po'.
Invece no.
Procedura civile... alla grande, nei cassettini della memoria tutte le caselle trovano il posto giusto. Ricordo tutto. Civile.. dopo la prima difficoltà i figli incestuosi mi salvano e l'interrogazione continua perfettamente. Lei è l'incubo di tutti noi esaminati, lei è terribile dicono, e lei mi interroga proprio in civile... alla fine sorride, "va bene così"... non mi pare vero.. ed è a questo punto che comincio ad agitarmi...
...perchè il più è fatto. Perchè se sai così bene procedura civile e diritto civile ... sei in corsa per il titolo... me lo stavo giocando... e adesso però toccava al mio tallone d'achille... penale.. il Pubblico Ministero mi guarda e mi chiede un rapporto tra due particolari reati... io che i reati di parte speciale nemmeno li ho guardati... ma ringrazio la mia ottima preparazione per l'esame scritto se a distanza di 11 mesi ho saputo rispondere.. e poi la parte generale.. l'oblazione... "passiamo ad ecclesiastico"... la trascrizione.... è andata.. da questo punto in poi lo so... so che andata anche se mancano due materie, perchè lì sono sicura, perchè ormai mi sento forte, ormai sento dentro una forza incredibile e so che qualsiasi cosa mi chiederanno io saprò rispondere.
Internazionale privato... le successioni ed il testamento secondo la Legge 218.
Deontologia.. il presidente già sorride mentre mi chiede il divieto di produrre in giudizio la corrispondenza scambiata col collega... io che per ben tre volte ripeto la frase"non riproducibile in giudizio".. lui che per tre volte sorride e mi corregge "non producibile... non è mica una fotocopia" Lo so, ma non capisco più nulla... perchè lo so che è andata bene e vorrei già voltarmi e abbracciare il mio angelo.. e così fatico a trovare quel verbo corretto...
Mi fanno uscire mentre si riuniscono in Consiglio. E fuori sono agitata, non ci credo... è andata? chi era in aula con me mi rassicura, dicono che sono andata bene, che passo sicuramente, che non c'è alcun dubbio.... ma i dubbi arrivano, la Commissione ci mette troppo a decidere... mi dicono che non è vero, che solo per me il tempo sembra essersi fermato.
E la porta si apre.
Sono tutti e cinque in piedi.... e sorridono...
"Complimenti, la proclamiamo abilitata all'esercizio della professione forense"
Stringo mani, loro mi parlano, io non capisco... mi chiedono se ho origini toscane, il mio acccento sembrava fortemente toscano.. rispondo che sarà l'agitazione... cerco di imprimere per l'ultima volta i loro visi nella mia mente.. quei visi visti la prima volta a metà luglio al primo appello, ora divenuti così familiari...
Esco dall'aula... ed esplodo.... abbraccio il mio angelo ed esplode il mio pianto.. un pianto di liberazione... è un'emozione unica, inimmaginabile.. è un vortice di sensazioni diverse... è come rinascere.. è un sogno.
Chiamo il papi ancora piangendo. Chiamo Paola perchè le devo tutto. Chiamo il mio mentore per chiudere il cerchio, lui così fiero di me come al mio primo esame. Chiamo qualcuno di importante che non risponde, ma non importa, oggi non importa, oggi lascio correre tutto.. Chiamo Ale che già mi parla di una conclusionale da scrivere entro fine novembre. E finisco il credito.
Cerco disperatamente un punto Vodafone. Devo ancora chiamare Manaland. E scrivere al mondo. Ecco, il cellulare comincia anche a spegnersi. E' stanco anche lui. Siamo tutti stanchi.
Abbraccio continuamente il mio angelo.
Lui che mi ha sopportata.
Lui che mi ha aiutata a ripetere.
Lui che a mezzanotte saliva a mettermi a nanna perchè ero troppo agitata.
Lui che ha più volte asciugato tutte le mie lacrime.
Lui che c'è sempre quando ho bisogno.
Lui che in me ha sempre creduto, più di quanto ci abbia mai creduto io.
Mi dimentico di mangiare.
Trascino l'angelo moro in Piazza San Marco, perchè voglio riassaporare il gusto di stare a Venezia, una Venezia che negli ultimi mesi ho odiato..
Non ci credo.
E ci vorrà un po' per crederci..
Arrivo a casa la sera, demolita, ma leggera..
Ed esco, perchè bisogna iniziare a festeggiare... ed è un vortice di emozioni... e poi, ecco quell'angolo **...
e tutto torna come prima.In quel momento percepisco di aver ripreso in mano la mia vita, che i tasselli piano piano stanno tornando al loro posto.. che sono le persone a donarti le emozioni più grandi e che il mio traguardo è stato il massimo, è stata un'emozione immensa, che non dimenticherò mai.... ma che il cuore batte più forte in altri momenti.. e che le persone sono il vero motore della tua vita.
1 commento:
AMEN.
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