giovedì 28 febbraio 2008

Un osso non è un mattone

I dottori ti rassicurano dicendoti che entrambe le ossa si sono saldate perfettamente, che il tuo calcio ha fatto un ottimo lavoro, che la con la fisioterapia riacquisterai quasi totalmente funzonalità perchè sei giovane.. ti sorridono e sembra che sia quasi tutto come prima.
Ma ai dottori non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di informarti del fatto che:
1. quei tre buchi che hai sul polso non scompariranno come per incanto nè di qui a breve, nè di qui a qualche anno.. anzi, se non ci metti una particolare crema tre volte al giorno, che nemmeno si sognano di prescriverti, e ti prendi il tempo di massaggiarli energicamente cercando di farli sciogliere, oltre a vedere quelle tre macchiette rotonde, quelle zone cutanee rimarranno così indurite tanto quanto lo sono adesso.
2. il tuo polso non è più gonfio. Il tuo polso è così. E te lo tieni così.
Devi sentirtelo dire dalla Fisioterapista che pazientemente ti spiega che quando ti rompi un osso non è come quando viene costruita una casa. I muratori per attaccare due mattoni ci mettono la calce ma poi quella in più la tolgono. L'organismo umano, invece, quando si rompe un osso produce nuovo tessuto osseo e ne produce in abbondanza perchè non sa quanto ne possa occorrere.. ma poi tutto quel tessuto osseo in sovrabbondanza dove va? Da nessuna parte! Non c'è nessuno che con lo scalpellino si presta ad eliminare quella parte di osso in più.
Da qui la mia depressione di stamattina.
Avevo un bel polso prima dell'incidente, un bel polsino piccolino. Ci mettevo l'orologio e questo girava tutto intorno e più di così non si poteva stringere.. adoravo il mio polsino, l'ho sempre considerato un punto sensuale del mio corpo, una finezza. Lo guardo ora e non lo riconosco.. è un tutt'uno con la mano, giù dritto.. come una donna senza fianchi, non si vede più nemmeno la nocciolina sulla destra..
Guardo il mio polso sinistro con un velo di nostalgia.
Lo so, è un polso, è solo un polso, e l'importante è che riprenda funzionalità. Ma ho solo ventott'anni e non credo si possa pretendere che mi sia indifferente.

mercoledì 27 febbraio 2008

Giurato!

Ho giurato.
Ale mi ha prestato la sua toga da penalista di cui è molto geloso e io ho giurato.
Ho stretto quelle quattro mani con la mano destra, il dolore nemmeno l'ho sentito, l'agitazione se ne andava passo dopo passo avvicinandomi al Presidente e parola dopo parola mi sono resa conto che era davvero finita e la firma è riuscita benissimo nonostante oggi le cicatrici brucino particolarmente.. Le emozioni forti di questi ultimi due anni sono finite, un po' mi dispiace..

"Giuro di adempiere ai miei doveri professionali con lealtà, onore e diligenza, per i fini della giustizia e per gli interessi superiori della nazione"


E alla fine la foto l'ho fatta solo con la nonna giusto un attimo prima che ci sciacquassero fuori data l'udienza già iniziata alle nostre spalle..



martedì 26 febbraio 2008

Inizia la Fisioterapia

Ieri ho iniziato la fisioterapia. E sono stata assegnata alla sig.na Rottermaier, nome che le ha assegnato Chiara dopo averle raccontato la mia ora d'incubo! Diciamo che è severa, esigente e che però, forse, con me è meglio esserlo altrimenti senza minacce ed occhi incazzati non avrei mosso granchè il polso.. stamattina era già più solare, forse perchè ha constatato che gli esercizi a casa li avevo fatti (tant'è che ho anche appositamenete comprato palline, pesetti e pongo ieri!) e forse mi sono anch'io un po' sciolta e invece di essere fredda come ieri ho dispensato sorrisetti, sguardi ambigui e battutine.. insomma, alla fine mi ha dato anche uno sbuffetto e mi ha congedata con un sorriso.. e io, diligentemente, cammino per strada stringendo una pallina blu!
Oggi, invece, sono un attimo agitata.. domani mattina giuro. Finalmente. Fino ad oggi tutto normale, tranquilla.. da quando ho qui davanti il verbale che compileranno domani mattina con la frase del giuramento sono invece agitatissima.. e se non suona la sveglia? e se trovo traffico? e se Ale (il mio dominus) arriva in ritardo? e se cado dai tacchi a spillo che non metto da due mesi? e se il polso mi si blocca e non riesco a firmare? Lo so che non succederà nulla di tutto questo, ma penso sia normale un po' di agitaione.. non ho mai dato peso al giorno del giuramento, era per me una pura formalità, e lo è effettivamente.. ma cavolo! non è vero! ci sarà un mucchio di gente, il collegio dei magistrati col Presidente del Tribunale, il Pubblico Ministero, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, i vari dominus degli altri miei colleghi.. e da domani la mia firma sarà diversa.. otto anni e mezzo e tutto si conclude domani.

venerdì 22 febbraio 2008

Ieri sera io e Isa siamo state a trovare Lara e Carlotta.. nemmeno due mesi ed è già così grande, con gli occhi enormi e sempre aperti, con tanta sete di scoprire e conoscere.. io come sempre davanti a questi bimbi così piccoli mi metto a pensare e mi invade un senso di vuoto e di malinconia, forse è normale, forse è l'età... io comunque non sarei pronta, non ho ancora la testa abbastanza a posto, anzi, non lo sono per niente a posto..

giovedì 21 febbraio 2008

Sentimenti contrastanti. Voler dire e non dire. E poi dire tutto e forse troppo. Un'altalena di emozioni, come sempre con te. Ti sento e vorrei che fossi qui. Tu parli ed io vorrei abbracciarti. Una frase dolce e si fa largo il ricordo. Occhi sorridenti e risate lontane. Poi basta una parola per ricordare un passato più vicino.. un passato che fa male. Sale un sentimento di rabbia. E' un attimo. E sei di nuovo tu. Il tuo sorriso, il tuo respiro tra i capelli. Voglio vederti. Voglio cancellare una notte con una gomma che sa solo di tenerezza. **

mercoledì 20 febbraio 2008

A scuola di Tango

Ancora non ho nemmeno iniziato la fisioterapia, ma già mi sono messa in moto per ricolmare il mio tempo libero di movimento.. Ieri sera ho iniziato un nuovo corso di ballo, con degli accompagnatori un po' scettici e un po' in imbarazzo.. ma che dopo un'ora di Tango Argentino il modulo di iscrizione lo hanno preso e lo hanno anche compilato!
Il Tango argentino ha un fascino tutto particolare, è intimo, è sensuale, è passione pura!
Col ginocchio sinistro da operare e il polso destro fasciato ed immobile, è stata un po' un'impresa disperata ma non è andata male.. il proposito è riuscire a diventare bravina in tempo per il matrimonio di Chiara.. ho ancora qualche mese di tempo..

martedì 19 febbraio 2008

Di nuovo tu compari nella mia mente.. tu che sei stato uno sguardo profondo, una carezza piena d'affetto, un bacio in fronte che mi ha protetta, che sei diventato l'amore che ha fatto esplodere il mio cuore, e poi la passione che ha alimentato i miei sensi, infine l'ossessione che non mi ha lasciato più vivere senza il tuo costante pensiero. **

Il mio gioco mentale

Sono una donna complessa.
A volte me ne rendo conto, ma mi piaccio così.
Ieri sera parlavo con una persona di quanto sia importante l'essere stimolati mentalmente. Il mio cervello come il mio ego ha bisogno di nutrirsi di stimoli continuamente. Su ogni fronte. E così non esiste l'affermazione "non ci riesco"... scatta un meccanismo contorto in cui la paura e il timore di non riuscire, di non poter arrivare diventano stimolo per raggiungere l'obiettivo.
Questo modo d'essere che da un lato aiuta ad affrontare la vita dall'altro diventa pericoloso nei rapporti. E così si arriva ad esempio a scartare a priori gente priva di interessi, persone che in un eventuale rapporto non potranno mai stimolare in nulla. Si cerca di rapire il sapere della persona che si ha di fronte, per confrontarsi, per imparare, per nutrire il proprio cervello.
Mi piace giocare, mi piace mettermi in gioco, aprirmi a nuove esperienze secondo la mia morale. Mi affascina tutto quello che non conosco ancora.
Il problema sussiste nel momento in cui comincio ad avere la sensazione di non poter "prendere" altro da una persona. Quando non sento più il feeling, l'empatia. E me ne accorgo quando i discorsi divengono banali. O si parla sempre delle medesime cose. Non riesco ad assecondare o ad essere partecipe di qualcosa che ho fatto e visto mille volte. Non sento più il mio cervello muoversi. Attivarsi. Indaffararsi. La noia prende il sopravvento ed io perdo piano piano interesse.
Fuggo dalla monotonia.
Fuggo dalla gente quando diventa scontata. Nonostante il voler bene.
Questo il motivo per il quale conosco tante persone ma posso dire di considerare amici davvero pochissimi... e per cui alcuni uomini si sono sentiti illusi prima e disillusi poi. Non gioco con le persone come fossero marionette. Vorrei che questo fosse chiaro. E' semplicemente l'involuzione del mio interesse nei confronti di chi non riesce più a stimolarmi mentalmente.
Mi piacciono le persone dalla mente brillante e ingegnosa, e dalla personalità complessa e propositiva. Per questo sono attratta mentalmente dal Mirrorfriend.
E pretenderei questo anche nel rapporto a due. Nonostante i diversi problemi che una coppia si trova a dover far fronte, dovrebbe sempre cercare di dare una ventata di aria fresca. Non condivido il voler a tutti i costi passare troppo tempo insieme. L'amore va regalato a piccole dosi, ma concentrate. Lasciare nel proprio compagno quella sensazione che malgrado quello che si è già conquistato ci sia ancora tanto da conquistare e scoprire insieme.
Tanta gente pensa che io sia fatta male, e probabilmente è anche vero. Ma come dice il Mirrorfriend "nessuno può andare contro la propria indole". Ed io non voglio andare contro la mia.

lunedì 18 febbraio 2008

...non esiste una donna che non possa essere conquistata...

(Sasha - Parlami d'amore)



giovedì 14 febbraio 2008

Come fare un matrimonio felice che dura tutta la vita

Ieri ho letto un libro.
L'ho iniziato e l'ho finito.
Credo che lo regalerò alla mia migliore amica a cui fra qualche mese farò da testimone. Ma forse no. L'autore in un'intervista ha dichiarato che chi legge il suo libro non si sposa più. E forse ha ragione. O forse no. Forse semplicemente ci si pensa cento volte di più se davvero la persona che si ha davanti è quella giusta. E' un libro che dovrebbero leggere i single perchè chi è già sposato potrebbe deprimersi e sentirsi in gabbia.
Comunque, credo che lo farò leggere all'angelo moro.
E quando andrò a Milano lo farò leggere anche ad Ale.
Sento la necessità che mi diano le loro impressioni in merito ad un libro che mi ha molto colpita e che mi ha fatto davvero pensare molto.
"Come fare un matrimonio felice che dura tutta la vita".
Ovviamente non l'ho comprato perchè penso di sposarmi. L'ho semplicemente trovato in casa, credo sia un regalo, è di Giulio Giacobbe, credevo fosse un libro divertente e ho iniziato a leggerlo.
Al secondo capitolo ho capito che sarei arrivata alla fine entro sera.

"..Noi abbiamo dentro di noi tre universi. L'universo fisico, l'universo mentale, l'universo affettivo. Il corpo, la mente, il cuore."

L'autore spiega che il matrimonio non è previsto dalla natura ma è un’invenzione sociale dell’uomo e della Chiesa e che sia l’uomo che le donne sono poligami.
Asserisce, inoltre, che la monogamia è una caratteristica infantile e che è il bambino che ha bisogno della fedeltà, perché ha bisogno della presenza costante di qualcuno che gli dedichi la sua attenzione e la sua assistenza.
L'autore esordisce dichiarando che esistono tre diversi tipi di personalità:
- la personalità infantile: il bambino “chiede”;
- la personalità adulta: l’adulto “prende”;
- la personalità genitoriale: il genitore “dà”;
e spiega che nell'incontro di due personalità all'interno di una coppia, se una di esse o entrambe non hanno raggiunto la maturità psicologica genitoriale, il matrimonio non potrà essere felice anche se potrà durare tutta la vita.
La donna infantile, infatti, vive in alcune contraddizioni tra cui una riguarda il sesso e l’altra il Principe Azzurro. Disprezza il sesso e accusa l’uomo di non pensare ad altro, ma è pronta a buttare all’aria il matrimonio se scopre che lui lo fa con un’altra. Vuole che l’uomo abbia successo ma si lamenta se si dedica al successo e non a lei.
E anche l’uomo infantile ha le sue contraddizioni, infatti pretende che la moglie cucini e lavi come la loro mamma ed accudisca i figli ma che faccia l’entraineuse tutte le sere.
Per Giacobbe “un matrimonio felice che dura tutta la vita” è un cocktail che necessita di cinque ingredienti: passione, dialogo, tenerezza, maturità e amore che solo la personalità genitoriale è in grado di dare.
Gli spunti di riflessione sono infiniti.

martedì 12 febbraio 2008

Immobile

E' finita l'era della donna bionica.
Primo passaggio in ortopedia per togliere il gesso.
Sosta in radiologia. Con i raggi in mano torno in ortopedia. Sala d'attesa.. ho la pessima idea di guardare le lastre, così, tanto per vedere fino a dove arriva quel ferro che percorre tuto il braccio.. ed infatti, entra dalla mano, si infila nel radio e percorre proprio tutto l'osso, tutto il braccio fino al gomito! Sono un po' impressionata.. ed agitata.. gli altri due ferri sono più corti, uno blocca l'ulna, l'altro scende.
Entro. Non c'è il dottore tanto carino che mi ha operata, ma nemmeno il cinico pelatino.
Mi sono imbattuta in un dottore gentilissimo... ma che ha ritenuto che di anestesia ne avessi già fatta in abbondanza un mese fa. E così mi ha fatta sdraiare (dopo averlo avvertito che ero già quasi svenuta giù ai raggi quando ho rivisto le palline uscire dal mio braccio) sul lettino.. una ad una ha svitato le palline.. ho chiuso gli occhi.. ha iniziato.. devo ammettere che il primo ferro non l'ho sentito uscire.. il secondo sì, ha fatto un po' male, ma ho pensato che se anche col terzo il dolore era quello, beh, mi era anche andata bene! Niente di più falso.. per sfilarlo si è dovuto fermare tre volte, ho anche cacciato un urlo, non mi aspettavo tutto quel male, pareva mi stessero estraendo l'osso invece che un ferro! Finito, ma il dolore ha continuato. Ecco, stavo per svenire di nuovo.. sono così stufa di svenire da tutte le parti! Sono troppo impressionabile, troppo facilmente agitabile!
Torno a casa, la mano e il polso non si muovono di un millimetro.. fanno impressione. La prossima settimana inizio la fisioterapia, chissà che qualcosa si smuova..

lunedì 11 febbraio 2008

A giocare con le palline

Eccomi qua... un po' terrorizzata. I trentacinque giorni sono passati.
Domani mattina si torna di nuovo in ospedale.
Tolgono il gesso. Raggi. Decidono se togliere i ferri.
E qui sta la tragedia.. come li tolgono?? non si sa.. fino a domani mattina è suspance.. dipende dal dottore che ci sarà domani di turno. Se trovo C., adorabile come un papà, che dopo avermi svegliata ed ancora in sala operatoria mi ha dato un sbuffetto rassicurante sulla guancia e mi ha sorriso dicendomi "piccolina è tutto a posto".. se trovo lui.. anestesia locale.. non sentirò nulla quando li tolgono.. ma non so se sono pronta ad un'iniezione sotto l'ascella.
Se c'è pelatino.. la freddezza in persona.. quando due settimane fa sono corsa in ospedale perchè non avevo più sensibilità ad una mano e gli ho chiesto come me li avrebbe tolti, mi ha guardata, impassibile, e con sorriso sarcastico mi ha detto "io te li tolgo così, a secco, zac e tac!".
Eh, ho capito che è un colpo solo.. ma nn è un ferro solo!!! Sono tre!!! ...e uno è lungo come il braccio!!!
Insomma, sono contenta di togliere questo coso, anche perchè sono 4 giorni che il polso mi fa malissimo e nn so perchè.. però.. sarà dura evitare lo svenimento..

giovedì 7 febbraio 2008

rotta e coccolata

E' un mese che non scrivo. Mi sono arrivate lamentele e quindi, nonostante questo gesso igombrante e limitativo, eccomi qui di nuovo.. Non saprei da dove iniziare a fare un riax di quello che è successo.. ma probabilmente è doveroso iniziare dall'otto gennaio.
8 gennaio 2008
Premetto che a fare cancelleria dal Giudice di Pace solitamente mando sempre Chiara, 1. perchè così prende mano anche su queste cose più pratiche 2. perchè già io arrivo ogni mattina in super ritardo, se vado anche dal GdP arrivo alle 10!
Quella mattina però ho deciso di andare io e, appena uscita dagli Uffici, ho pure deciso che invece di prendere la macchina parcheggiata sulla sinistra, sarei andata in studio a piedi, girando sulla destra. Questo per dire che è stata davvero una serie di coincidenze a far sì che poco dopo le nove incontrassi sul mio cammino quella lastra di ghiaccio! E che nn avevo nemmeno i tacchi (circostanza su cui immediatamente si è informata ogni persona a cui ho comunicato l'accaduto)!
Fatto sta che adesso capisco chi dice che "se ti sei rotto, lo sai".
Io l'ho sentito immediatamente che mi ero rotta il polso.
Un dolore insopportabile.
Non potevo minimamente muovermi. Ed ecco il fatto sconcertante.. alzo la testa e vedo tutta una serie di auto passarmi a fianco, rallentare, guardarmi e... andare via! Cavolo, devo mettermi ad urlare per far capire che sto morendo dal male?!? Ancora adesso a pensarci mi innervosisco. Siamo arrivati al punto che il senso civico e la compassione delle persone si sono estinte?? L'angelo moro poche ore dopo osserva che "..e che sei una ragazza! Pensa se ero io.. ero ancora là a quest'ora..!" Forse ha pure ragione.
Per fortuna dopo un po' è arrivato un ragazzo che mi ha aiutata e mi ha portata in Pronto Soccorso.. dove fatto il primo passo sono OVVIAMENTE svenuta.. già ero stata fin troppo fredda per i miei canoni! Apro gli occhi e sono sdraiata su una barrella circondata da infermieri che nn capiscono cos'ho e con la faccia preoccupatissima.. sì perchè, io avevo ancora addosso giacca e guanti e quella cosa enorme sul polso nessuno l'aveva ancora potuta notare.. ma quando l'hanno notata sono iniziati i "..poverina.. guarda che frattura che ha.. questa non se la cava con poco.." e io? svenuta di nuovo.
E lì inizia la mia giornata d'attesa.. d'attesa nei vari reparti, radiologia, ortopedia, di nuovo radiologia.. sempre su questa barrella.. e d'attesa di un angelo moro chiamato alle 9 ed arrivato alle 10:30 perchè dopo essere stato in pronto soccorso ha aspettato un'ora in radiologia da dove me ne ero già andata! CONSIGLIO: quando arrivate in ospedale, state malissimo, svenite ogni due minuti e potete fare solo una telefonata... scegliete bene il destinatario della chiamata.. non chiamate la persona che vorreste avere vicino o quella che chilometricamente si trova più vicina all'ospedale.. chiamate quella più sveglia!!! Almeno nn sarete lasciati soli in balia delle infermiere che rischiano di farvi chiudere dentro agli ascensori!
Così mi sono ridotta a chiedere l'elemosina di un'iniezione ad ogni dott. che passava per il corridoio.. nn resistevo più.. finalmente ne passa uno che impietosito dalle mie lacrime solitarie mi buca il braccio sinistro.
Arrivato anche il Papi (dopo dieci minuti dalla chiamata fatta da un cel di una sig.ra impietosita e praticamente solo due minuti dopo l'arrivo dell'angelo moro) mi chiamano in sala gessi.. il dott. guarda le lastre con aria preoccupata.. frattura biossea scomposta.. il radio è finito sopra l'ulna.. bel lavoro!
Vuoi l'anestesia sul polso? che domande!!!ovvio!! Ma ti farà malissimo.. Amen, peggio di così.
E via.. iniezione sull'osso.. in tre poi a tirarmi il braccio.. gesso.
Non so se un uomo potrebbe sopportare tutto questo dolore. La donna sopporta più dolore dell'uomo. L'hanno detto l'altro giorno a radio 105. E d'altronde il parto mica lo fanno fare all'uomo, un motivo ci sarà!
Dopo due notti con gli occhi sbarrati mi ricoverano giovedi mattina all'alba e lì da raccontare ce ne sarebbero tantissime ma devo anche lavorare ogni tanto quindi stringo.
Venerdì 11.
Intervento. Dopo la lunga discussione di giovedi pomeriggio con l'anestesista, io ho la meglio e mi fanno la totale.. non dopo avermi tirato un braccio mostruoso alla ricerca di una vena.. ed essermi sentita dire (da un figo incredibile!) che forse potrò avere i pensieri profondi, ma nn certo le vene! Eccoli lì.. li vedo ancora i promontori di quei buchi..
E l'angelo moro? Che pensate abbia fatto quando sono uscita dalla mia stanzetta, sdraiata nel lettino, col cuffiotto sulla testa, spaventata con direzione sala operatoria.. che fa?? mi viene a dare un bacino tranquillizzante?? noooooo... mi fa il video!!! Senza parole...
Fine. Esco, ingessata fino al gomito, con tre ferri lunghi un braccio, nel braccio.. ah sì.. braccio DESTRO ovviamente!!!!
Dopo tre giorni mi dimettono.. torno al lavoro.. il braccio fa male, il gesso pesa.. ma ci si abitua..