domenica 31 agosto 2008

Bardolino, 29 agosto 2008

Ugo

Fine settimana a Bardolino a casa di Alessandro.. c'è chi dice che sono scappata di nuovo. Chi ha capito che era il posto giusto per riflettere ancora un po' grazie alla compagnia dei miei compagni di viaggio in Spagna.
Il risultato è stato un venerdì sera bellissimo in paese, un sabato pomeriggio al lago a prendere il sole e fare il bagno, una grigliata serale, una Silvia fastidiosa a detta di qualcuno, una notte travagliata, una domenica tante nanne.. serena e leggera di nuovo. E su questo ci sarebbe molto da riflettere..

giovedì 28 agosto 2008

..più in alto voli
più cose vedi..
ma più male ti fai... se cadi

mercoledì 27 agosto 2008

Sulla cima.. al rifugio Dal Piaz

Stamattina sveglia all'alba.
Passo Croce D'Aune, si parcheggia la macchina giusto davanti la chiesetta.
Comincia la salita.. il ginocchio sinistro, poverello, comincia subito a chiedermi 'che cavolo pensi di fare?!', ma ormai ho deciso, al massimo domani si va di ghiaccio tutto il giorno!
Dopo tre ore di salita senza mai fermarmi (ma soprattutto senza mai lamentarmi, senza dire non ce la faccio, senza dire torniamo indietro, senza dire mi fa male di qui e di lì..!) sono arrivata in cima.. al rifugio Dal Piaz..
...niente sole, tante nuvole, nebbia fitta ovunque e un gelo inimagginabile ad agosto che mi ha fatta tremare per ore nonostante la presenza di.. canottiera, maglietta e MENO MALE felpa che non abbandono mai!
Questa salita di oggi è stata una cosa che ho deciso di fare ancora uno degli ultimi giorni in Spagna, quando ero a Granada.
Io non sono quella che può definirsi un'amante della montagna, forse perchè in montagna già ci vivo, forse perchè ho zero fiato, fatto sta che ho sempre fatto una fatica terribile a salire sul Dal Piaz.. stamattina invece ero determinata, volevo sentire la fatica scorrermi nelle vene, un passo dopo l'altro senza mai fermarmi, dritta verso la cima.. come se arrivare in cima fosse una conquista.. come se riuscire a salire fin lassù, non come una larvetta come al solito, ma con grinta e determinazione, come se fare questo fosse un pezzo necessario del mio percorso.. arrivare in cima ed assaporare il silenzio assoluto della montagna.. allontanarmi sola ed immergermi nel nulla anche solo per qualche minuto.. ed è così.
Basta poco a sentirsi liberi, indipendenti e forse un po' più maturi.
Ti fermi, non senti alcun rumore, nemmeno il vento tra gli alberi osa disturbare quel silenzio assoluto.. chiudi gli occhi.. senti che puoi riuscire a fare tutto quello che vuoi, tutto quello in cui credi, tutto quello che devi fare.. basta un po' di forza di volontà..
Sono scesa assaporando tutto quello che mi circondava, contenta.. e soprattutto con quello stato d'animo che mi ha accompagnata in quell'ultimo giorno a Granada.. SERENA e LEGGERA.

lunedì 25 agosto 2008

VET 2008 - Resoconto di un viaggio in Spagna e nella mia mente

Sono tornata a casa.
Che dire? Non saprei da che parte iniziare, 2 settimane in Spagna sono tante e queste, tra l'altro, sono state intense di emozioni contrastanti, di scoperte inaspettate, di conoscenze che non avrei creduto, di luoghi nuovi.. e di un'introspezione che non sarei riuscita obiettivamente a fare rimanendo qui.
Provo ad iniziare dall'inizio.
La Partenza - domenica 10 agosto 2008
La sveglia suona alle 6:00.
Non ho dormito che un paio d'ore, forse.
Indescrivibile. Rimane nella mia mente, nel mio cuore, sulla mia pelle.
Mi alzo. Doccia, caffè. Emozioni e sensazioni che so di non poter più rivivere per due settimane. E così me le gusto, e forse le enfatizzo troppo, le vivo in ogni centimentro della mia pelle, in ogni secondo che la lancetta scocca.
L'A4 scorre, non voglio andare.
L'aereoporto, visi felici e vogliosi di partire.. li invidio, stanno per partire con me e sono felici a differenza mia che vorrei rimanere ma ancora ho quel briciolo di entusiasmo, ancora penso che mi divertirò.
Ci imbarchiamo, vicino a me si siede Alessandro, anche lui ha paura dell'aereo come me, benissimo penso, giusto lui così ci spaventiamo a vicenda! Sempre meglio!
IPod alle orecchie, me l'ha prestato il mio angelo moro, Liga canta Balliamo sul mondo.. io Ti Sento e mi avvolgo nella felpa perchè c'è l'aria condizionata e io ho ancora gli infradito.
Atterriamo a Valencia, saliamo in macchina, due CMax, raggiungiamo l'ostello che è proprio in centro, ci mettiamo il costume e raggiungiamo la spiaggia che dista un pochetto.
Dicono che il mare fosse bello. Non lo so. Il bagno l'ho fatto. Le onde me le ricordo. Ma non chiedetemi altro.
Guardavo gli altri che si divertivano con le onde e non capivo cosa ci trovassero di così entusiasmante. Pensavo che l'avevo proprio combinata.. due settimane non sarebbero mai passate.. lo stomaco cominciava ad urlare, il nodo in gola si faceva sempre più insopportabile, stavo un male che non saprei descrivere, volevo solo tornare indietro nel tempo, non aver detto ad Ale di prenotare quel biglietto, essere rimasta a casa, essere con chi volevo essere in quel momento. Cosa ci facevo io in Spagna con loro?! Come potevo aver anche solo ipotizzato che avrei potuto star bene, divertrmi?!
Esco dall'acqua, prendo il cel, e telefono... e piango.. a dirotto.
2 settimane passano velocemente, vedrai.
Non era così per me.
Torniamo in ostello, doccia, le lacrime si mescolano e si confondano con l'acqua che scende.
Usciamo in centro, ci fermiamo a mangiare nel locale dei 100 panini diversi. Compro il primo pacchetto di sigarette della vacanza. E telefono. E telefono ancora.
Andiamo a vedere il porto di Valencia, l'Oceanografic dal fuori. Non mi entusiasmano. Penso ad altro.
Andiamo a nanna, mi prendo il letto sopra quello di Ale così almeno lo sento più vicino. Mi danno tutti fastidio stasera. Stringo Nitro. Guardo le foto che ho sotto il cuscino. La mia felpa mi fa da coperta.
E da questo quadretto con cui vado a dormire, la mia prima notte in Spagna, ci si rende perfettamente conto che c'è qualcosa che non funziona nella mia vita, c'è un casino pazzesco nella mia mente e nel mio cuore.
Da domani ci si dovrà lavorare.
Ma di questo ancora non ne sono consapevole quando la notte del 10 agosto vado a nanna a Valencia. E piango. Mentre i miei compagni di viaggio dormono.
* * *
Lunedì 11 agosto - Valencia
Martedi 12 agosto - Valencia
Mercoledì 13 agosto - Si parte... pomeriggio in spiaggia ad Alicante.. arrivo a Cartagena
Giovedì 14 agosto - Cartagena
Venerdì 15 agosto - notte di ferragosto a Malaga
Sabato 16 agosto - Malaga e la Feria
Domenica 17 agosto - Malaga, la Feria e notte insonne
Lunedì 18 agosto - Si parte.. Tarifa, dove l'oceano Atlantico incontra il Mediterraneo e serata a Cadice con notte in macchina
Martedì 19 agosto - Si parte per Siviglia..
Mercoledì 20 agosto - Siviglia
Giovedì 21 agosto - mattina a Siviglia, arrivo a Granada nel primo pomeriggio
Venerdì 22 agosto- Granada e l'Alhambra
Sabato 23 agosto - partenza dall'aereoporto di Granada e arrivo a Bergamo.

domenica 24 agosto 2008

Cadice - 19 agosto 2008

Alicante - 13 agosto 2008

Cartagena - 14 agosto 2008

Siviglia, Plaza de Espagna - 20 agosto 2008

Granada, 21 agosto 2008

giovedì 21 agosto 2008

Sono a Granada.... il resto al mio ritorno...

giovedì 7 agosto 2008

Tra tre giorni sono in Spagna per due settimane. Non l'ho ancora ben realizzato!
Nel racconto La Signora col cagnolino di Cechov, a Jalta un uomo ha una avventura con una signora. Poi si sente spinto a cercarla di nuovo, la trova a Mosca si innamora, si innamorano. E Cechov scrive: “Essi si perdonavano a vicenda ciò di cui si vergognavano nel loro passato, si perdonavano tutto nel presente e sentivano che quell’amore li aveva mutati entrambi”.
Lo stato nascente dell’innamoramento è l’unico momento in cui gli innamorati sono avidi di conoscere tutto della vita dell’altro e l’accettano qualunque essa sia, anche se ha avuto debolezze, errori, anche se ha ammazzato.
Si perdonano tutto.
Ma se uno non dice una parte essenziale della di ciò che ha vissuto, in seguito non potrà più farlo, e dovrà recitare per sempre, perdendo così la meravigliosa spontaneità che l’amore gli aveva donato.
(Francesco Alberoni)

lunedì 4 agosto 2008

...lo stomaco si chiude, il resto se la ride appena arrivi tu!!
...e stamattina è chiuso ed in attesa che arrivi il prima possibile..

domenica 3 agosto 2008

E' Palio di Feltre!

Venerdì sera, Cena dei Quartieri. Cena al Quartiere Castello. Siamo tutti lì.. quasi tutti.. Skop è in Piazza a tirare, Fra è al chiosco a spinare birre, Luca è in viaggio e arriverà solo più tardi nella serata... che sarebbe stata anche una veramente bella serata se qualcuno non l'avesse un po' rovinata rompendomi altamente le palle appena ha avuto tre minuti liberi dalla morosa! Temporale conclusivo mi fa fare acquaplanning con conseguente botta sulla macchina..
Sabato tante nanne.. aperitivo alle Scudelle con Fra, entrata da Port'Oria ed inizia questa lunghissima notte.. entrano i quattro quartieri, sono in primissima fila e credo sia la prima volta.
Dodici anni fa ho vissuto il mio ultimo Palio, non so il motivo per cui non solo ho smesso di viverlo, ma ho proprio cominciato ad odiarlo, non ho mai pensato alla possibilità che questo fatto fosse collegato ad una persona e forse non lo è.. eppure ho sempre legato il periodo del Palio ad una persona, la stessa persona con cui l'ho vissuto dodici anni fa, la stessa che me l'ha fatto vivere di nuovo oggi. Nel corso degli anni saltuariamente sono salita in Piazza Maggiore il sabato sera del Palio, più che altro 'trascinata' da una Compagnia interessata più a trovare un qualcosa di alternativo che non al Palio stesso.. mi sono sempre però defilata, non ho mai fatto il minimo movimento più del necessario solo per riuscire a vedere gli arcieri tirare, non mi interessava vedere in quale cerchio del paglione si conficcavano le frecce e non vedevo l'ora che l'ultimo staffettista arrivasse in Piazza.
Non vedevo l'ora di andare via. E speravo di non vederlo.
L'anno scorso è stato diverso.
L'anno scorso sono arrivata quasi per caso. Ho visto la staffetta e ho respirato per qualche minuto l'aria frizzante del Castello che tamburava davanti a me..
Ho visto la forza negli occhi e nella voce di quella persona che incitava il suo Quartiere.. non riuscivo a distogliere lo sguardo da lui, da quello che tanti anni prima era stato il mio migliore amico, cercavo un suo cedimento, un segno del dolore che portava dentro, non volevo vederlo e insieme non volerlo perderlo.. volevo rimanere lì, dietro un angolo della sua mente, come uno scudo per quei pensieri, che non potessero raggiungerlo ed attraversarlo almeno per quella sera, almeno per quella staffetta.. ed ero lì, immobile dietro lui, che non percepiva la mia presenza e che soprattutto non poteva cogliere i miei pensieri.. E avrei voluto abbracciarlo.. e invece non ci siamo nemmeno salutati.
Ma questa è un'altra storia, un altro palio, un'altra emozione..Invece quest'anno dalla primissima fila ho visto benissimo l'entrata di ogni quartiere, il lancio della sfida, le sue facce, ho visto Skop scoccare ogni freccia e ho visto esattamente il cerchio del paglione in cui si conficcavano.. ho sentito i brividi di quegli istanti che separano l'ultima freccia di Port'Oria dal risultato dei calcoli, ho sentito l'emozione della convinzione di avercela fatta, ho letto l'sms di Fra convinto che fosse fatta, ho visto il viso di Skop e ho capito che non era vero... E ho visto la staffetta da quello stesso punto, con i tamburini del Castello e con tutta la sua adrenalina..
E sono stata con loro.. e sono andata a nanna alle cinque della mattina in un mare di coccole..
Domenica mattina sveglia all'alba dopo due ore di sonno.. messa in Duomo e benedizione dei cavalli.. pomeriggio arrivo appena in tempo per il tiro alla fune... secondi..
Gara dei cavalli.. il vero Palio.. davanti alla Mossa posso seguire ogni secondo, ogni calcio di quel cavallo, posso vedere la loro agitazione, il loro nervosismo, l'impazienza ma soprattutto..sento lui. Lo sento in ogni istante, lo sento vivere ed anche se non è andata come doveva andare.. è stato bellissimo!