Venerdì sera, Cena dei Quartieri. Cena al Quartiere Castello. Siamo tutti lì.. quasi tutti.. Skop è in Piazza a tirare, Fra è al chiosco a spinare birre, Luca è in viaggio e arriverà solo più tardi nella serata... che sarebbe stata anche una veramente bella serata se qualcuno non l'avesse un po' rovinata rompendomi altamente le palle appena ha avuto tre minuti liberi dalla morosa! Temporale conclusivo mi fa fare acquaplanning con conseguente botta sulla macchina..Sabato tante nanne.. aperitivo alle Scudelle con Fra, entrata da Port'Oria ed inizia questa lunghissima notte.. entrano i quattro quartieri, sono in primissima fila e credo sia la prima volta.
Dodici anni fa ho vissuto il mio ultimo Palio, non so il motivo per cui non solo ho smesso di viverlo, ma ho proprio cominciato ad odiarlo, non ho mai pensato alla possibilità che questo fatto fosse collegato ad una persona e forse non lo è.. eppure ho sempre legato il periodo del Palio ad una persona, la stessa persona con cui l'ho vissuto
dodici anni fa, la stessa che me l'ha fatto vivere di nuovo oggi. Nel corso degli anni saltuariamente sono salita in Piazza Maggiore il sabato sera del Palio, più che altro 'trascinata' da una Compagnia interessata più a trovare un qualcosa di alternativo che non al Palio stesso.. mi sono sempre però defilata, non ho mai fatto il minimo movimento più del necessario solo per riuscire a vedere gli arcieri tirare, non mi interessava vedere in quale cerchio del paglione si conficcavano le frecce e non vedevo l'ora che l'ultimo staffettista arrivasse in Piazza.Non vedevo l'ora di andare via. E speravo di non vederlo.
L'anno scorso è stato diverso.
L'anno scorso sono arrivata quasi per caso. Ho visto la staffetta e ho respirato per qualche minuto l'aria frizzante del Castello che tamburava davanti a me..
Ho visto la forza negli occhi e nella voce di quella persona che incitava il suo Quartiere.. non riuscivo a distogliere lo sguardo da lui, da quello che tanti anni prima era stato il mio migliore amico, cercavo un suo cedimento, un segno del dolore che portava dentro, non volevo vederlo e insieme non volerlo perderlo.. volevo rimanere lì, dietro un angolo della sua mente, come uno scudo per quei pensieri, che non potessero raggiungerlo ed attraversarlo almeno per quella sera, almeno per quella staffetta.. ed ero lì, immobile dietro lui, che non percepiva la mia presenza e che soprattutto non poteva cogliere i miei pensieri.. E avrei voluto abbracciarlo.. e invece non ci siamo nemmeno salutati.
Ma questa è un'altra storia, un altro palio, un'altra emozione..
Invece quest'anno dalla primissima fila ho visto benissimo l'entrata di ogni quartiere, il lancio della sfida, le sue facce, ho visto Skop scoccare ogni freccia e ho visto esattamente il cerchio del paglione in cui si conficcavano.. ho sentito i brividi di quegli istanti che separano l'ultima freccia di Port'Oria dal risultato dei calcoli, ho sentito l'emozione della convinzione di avercela fatta, ho letto l'sms di Fra convinto che fosse fatta, ho visto il viso di Skop e ho capito che non era vero...
E ho visto la staffetta da quello stesso punto, con i tamburini del Castello e con tutta la sua adrenalina..E sono stata con loro.. e sono andata a nanna alle cinque della mattina in un mare di coccole..
Domenica mattina sveglia all'alba dopo due ore di sonno.. messa in Duomo e benedizione dei cavalli.. pomeriggio arrivo appena in tempo per il tiro alla fune... secondi..
Gara dei cavalli.. il vero Palio.. davanti alla Mossa posso seguire ogni secondo, ogni calcio di quel cavallo, posso vedere la loro agitazione, il loro nervosismo, l'impazienza ma soprattutto..sento lui. Lo sento in ogni istante, lo sento vivere ed anche se non è andata come doveva andare.. è stato bellissimo!
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