E' la seconda sera consecutiva che mi ritrovo alle undici di sera con qualche lacrima che scende..magari è semplicemente il film poco interessante che sto guardando.. l'aria fredda che entra dalla finestra aperta.. o magari sono quegli occhi che continuo a guardare.. non pare nemmeno una foto, sembra vivo, sembrano gli occhi reali di quel tempo sospeso, quegli occhi che a momenti mi guardavano interrogativi in attesa di una risposta, a volte mi guardavano semplicemente e li sentivo fare l'amore coi miei.. è quel momento in cui realizzo che prendere determinate strade significherebbe accontentarsi, che questa cosa che morde dentro la posso nascondere ma non eliminare, che fa parte di me, forse che l'amore non consumato brucia davvero in eterno, forse che è perchè si vuole ciò che non si può avere, forse che di nuovo confondo qualcosa con qualcos'altro o forse semplicemente voglio così tanto ricostruire un rapporto che tutto il resto non può che contare meno..
Ed il dubbio tra aspettare e non aspettare?
Aspettare significa farsi scivolare addosso gli avvenimenti, essere passiva, aspettare che siano gli altri a decidere e perdere tempo prezioso. Questo atteggiamento l'ho abbandonato poco tempo fa con quella mia decisione.
Ma so anche che ci sono persone come me che hanno bisogno di essere lasciate libere.. come capire il limite? come capire se una telefonata, un messaggio, una visita, danno fastidio? come fare per evitare di perdere ancora di più?
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1 commento:
“Se vuoi qualcosa vai e inseguila. Punto.”
Non lo ricordi già più???? Lo hai scritto tu solo qualche giorno fa!
Esperienza personale: quando ci si trova di fronte ad una domanda per es. faccio quella cosa sì o no, può servire cambiare semplicemente il punto di vista della domanda e ritornando all’esempio, la nuova domanda sarebbe: ma perché non farla quella cosa?! Così facendo si fa un po’ di pulizia tra i mille dubbi e i centomila perché, e si riesce ad intravedere la questione in maniera più chiara e quindi meno confusa.
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